ARCHIVI CORVINO + MULTARI

Castello Aragonese di Baia – Restauro del Padiglione Cavaliere – Bacoli

Genitore / ID univoco:
FCRM-PR / FCRM-PR68
Estremi cronologici:
2019 2025
Tipologia/Destinazione d'uso:
Restauro e rifunzionalizzazione Spazi museali
Comune/Provincia:
Baia Bacoli NA
Descrizione:
Il Castello Aragonese di Baia, situato nel comune di Bacoli, in provincia di Napoli, è una storica fortezza costruita nel XV secolo dagli Aragonesi. Originariamente concepito come una struttura difensiva, nel corso dei secoli ha subito numerosi rimaneggiamenti e ampliamenti.

La sua posizione panoramica, su un promontorio che si affaccia sul Golfo di Pozzuoli, offre una vista spettacolare sul mare e sul paesaggio circostante. Oggi il castello ospita un importante museo archeologico, che espone reperti legati alla storia del territorio e delle antiche civiltà che hanno abitato la zona.

L’intervento risponde alle esigenze di valorizzazione del monumento, di fruizione delle aree panoramiche e degli ambienti museali, e del superamento delle barriere architettoniche, secondo le linee guida della circolare 80/2016 del Ministero dei Beni Culturali e del Turismo.

La definizione dei punti fondamentali dell’intervento segue un approfondito piano di analisi e di indagini conoscitive del Castello di Baia nel suo complesso, in considerazione delle differenti epoche di edificazione del monumento, nonché delle operazioni di restauro svoltesi tra gli anni '90 - 2000.

ASPETTI ARCHITETTONICI, FUNZIONALI E DI ALLESTIMENTO

L'area di interesse del Padiglione Cavaliere di cui si propone il restauro e la valorizzazione è stata ampliata considerando “Torre Cavaliere” l'intero Maschio del Castello, a partire dalla quota del Piazzale Nervesa, sino agli spalti di copertura.
L'ambito funzionale così definito, che comprende una porzione di ambienti archeologici già indagati ed alcune sale già musealizzate nel corso degli interventi realizzati tra il 2003 ed il 2008, consentirà di completare il vasto programma di restauro del Castello avviato negli anni '80 dello scorso secolo dopo la chiusura dell'Orfanatrofio Militare. La soluzione architettonica proposta mira innanzitutto a ridefinire il sistema dei percorsi interni garantendo, anche per il Padiglione Cavaliere, l'accessibilità di tutte le aree del complesso e l'uso di tutti i servizi offerti, abbattendo le barriere architettoniche, collegando i diversi ambiti espositivi e rendendo visitabile l'intera fortezza con percorsi pubblici aperti, distinti da quelli museali soggetti a bigliettazione. Il restauro degli ambienti della domus del livello intermedio a quota 81,16 consentirà di incrementare gli spazi espositivi esistenti, andando direttamente ad allestire ambienti romani come già avvenuto nelle sale da 51 a 54, secondo le lungimiranti indicazioni di allestimento dei reperti di Baia fornite dal prof. Fausto Zevi. Per garantire la massima sicurezza per operatori e turisti che visiteranno il Castello si prevede di realizzare, oltre le funzioni e le attività di restauro a lato descritte, anche le opere di miglioramento antisismico e la messa in sicurezza di tutti i percorsi esterni oggi non praticabili per il rischio di caduta dall'alto di intonaci, o di pietre. Per conseguire tale obiettivo il progetto esecutivo comprenderà il restauro di tutti i paramenti murari esterni del Maschio da realizzare, in linea con quanto già eseguito sui prospetti della Mezzaluna e del Bastione occidentale, con le medesime procedure e tecnologie al fine di uniformare la percezione visiva e la resa estetica di tutte le strutture bastionate del Castello. Per risolvere definitivamente i problemi di sicurezza anche lungo i viali di accesso alla Torre Tenaglia sarà indispensabile estendere il restauro dei paramenti esterni del Padiglione Cavaliere anche al prospetto occidentale delle rampe che dal Maschio scendono alla Torre Tenaglia all'interno della quale sono ubicate le sale 55 (Ninfeo di Punta Epitaffio) e 56 (Sacello degli Augustali), oggi non fruibili per motivi di sicurezza, a causa della possibile caduta dall'alto di pietre proprio dai paramenti murari del Padiglione Cavaliere.

Committente:

MIBACT Parco Archeologico dei Campi Flegrei
Direttore: dott. Fabio Pagano

Autore/Coautori:

Corvino + Multari

Responsabile Unico del Procedimento
arch. Hosea Scelza

Direzione dei lavori
arch. Mariapia Cibelli
Direttore dei Lavori
arch. Roberto Cacciatore Supporto al Direttore dei Lavori
arch. Pierfrancesco Talamo Supporto al Direttore dei Lavori
arch. Vincenzo Corvino

Direttore Operativo opere architettoniche di restauro
ing. Carmine Sangiuliano

Direttore Operativo Strutture
arch. Fabio de Falco

Direttore Operativo Impianti e CSE

Progettisti
CORVINO+MULTARI (architettura, restauro e coordinamento generale)
Arh. Michele Barone Lumaga (restauro)
Paracio & Partners (strutture)
DFP Engineering (impianti e CSP)
archeologo Davide Pellandra (archeologia)
ing. Daria Massobrio (antincendio)
geol. Antonio Massimiliano Laudiero (geologia)

Consulente scientifico per il Restauro
arch. Enrico Guglielmo

Impresa appaltatrice
RTI
I.CO.RES. Srl Mandataria
DAFNE RESTAURI Srl Mandante
FRATELLI NAVARRA Srl Mandante

Commissione di Collaudo
arch. Alessandra Di Matteo Presidente
arch. Francesca Romana Liguori
dott. Roberto Ciabattoni

Photo
Marco Casciello

Competizione / Risultato :

Gara di Progettazione

1° classificato

Stato progetto:
Note/Bibliografia:


Archivi C+M - Progetto realizzato con il contributo della Regione Campania – Direzione Generale Governo del Territorio, ai sensi della L. R. 19/2019.